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CONTRIBUTI

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IL DIBATTITO SULLA CITTÀ METROPOLITANA
di SARA BETTINELLI

Dibattito più che mai attuale quello sulla Città metropolitana sicuramente perché è in corso una revisione legislativa che completerà e darà attuazione a una riforma (la Delrio) nata con buoni propositi ma rimasta sempre a metà creando - possiamo dirlo con la massima franchezza - istituzioni deboli (povere di risorse umane ed economiche) e soprattutto impossibilitate a dare risposte vere al territorio (vedi tabella sintesi normativa).

Dobbiamo però salvare l'idea che stava alla base di quella riforma: passare da un semplice concetto di coordinamento dei Comuni (com'era nelle Province) a uno di valorizzazione e condivisione. E' un approccio completamente diverso che prevede che i Comuni siano i veri protagonisti con le loro differenze e specificità spesso riconducibili all'idea di "zone omogenee".  # senza confini quindi perché il valore aggiunto sta proprio nell'agire superando i confini cartografici…fino ad arrivare al superamento di quelli istituzionali locali.

E' facilmente comprensibile infatti che affrontare problematiche ma anche opportunità in modo coordinato permette di essere più efficaci. Qualche esempio concreto, pensiamo ...:

o all'emergenza maltempo di questo strano agosto e al lavoro fatto dalla Protezione civile. La Città metropolitana è autorità competente di Protezione civile e ha messo a disposizione uomini e mezzi del volontariato organizzato distribuito nei Comuni ma coordinato a livello centrale. Vuol dire che se io ho una squadra di motoseghisti ma non ho subito danni agli alberi vengo da te e tu mi mandi magari una motopompa. Banalizzo ma il principio di sussidiarietà istituzionale è tutt'altro che banale ed è moltiplicatore di efficienza;

o alle ciclabili. Di certo non si esauriscono nei confini comunali. E nemmeno possono essere imposte. Nel mio modo di concepire la Città metropolitana devono essere proposte e tracciate armonizzando le esigenze del territorio (vedi progetto “Cambio” di CMM);

o alla pianificazione territoriale. A quanto sia indispensabile condividere i processi di trasformazione urbanistici, infrastrutturali, dei servizi (PTM e Piano Strategico metropolitano);

o ai servizi appunto, socio- sanitari in primis, gestibili ormai solo a livello sovracomunale.

La Città metropolitana si fa #strada per strada ... contrariamente a quanto si possa pensare risponde ai bisogni quotidiani dei cittadini ... è qualcosa di molto concreto e non autoreferenziale (Vedi competenza su strade provinciali, scuole secondarie, procedure autorizzative in campo ambientale per fare qualche esempio);

Il territorio va ascoltato, i Sindaci devono venire con piacere in via Vivaio convinti che quella è la sede giusta per una interlocuzione Politica prima di tutto e tecnica. Si devono sentire supportati e alleggeriti, stimolati da esempi virtuosi messi in condivisone. La Città metropolitana deve diventare luogo di concertazione e mediazione.

A LIVELLO DI PARTITO

La percezione del Partito Democratico è completamente diversa se parliamo di Città di Milano e Comuni di grandi dimensioni (sopra i 30.000 abitanti) rispetto alle medie-piccole realtà che sono la maggior parte dell’area metropolitana milanese. Al netto di questioni meramente di carattere organizzativo (circoli, risorse, tesserati) il tema a mio modo di vedere centrale è la poca vicinanza/comprensione rispetto alle tematiche/necessità dei territori dell’area metropolitana. Come ci siamo già detti, se il singolo tema politico in senso generale può riguardare tutti, per sentirlo poi vicino deve necessariamente essere declinato sul contesto territoriale.  Esempio problema case di Comunità: se per Milano il tema può riguardare la tipologia di servizi in essa inseriti per l’area metropolitana vi è un problema a monte di raggiungibilità delle stesse (quindi non solo tpl da e verso Milano, ma anche che colleghi l’area metropolitana tutta). Questo crea un cortocircuito che fa si che a livello locale prolifichino liste civiche senza il simbolo del PD, che diventa per assurdo un elemento di ostacolo e non un plus, a contrario del cdx. In sintesi è necessario lavorare affinchè il simbolo PD sia rappresentativo di visione/messaggi/proposte che sono sentite proprie da tutti, in relazione alle singole specificità.